Il Comune ha mantenuto la capacità di aiuto ai più deboli, ma la crisi ha moltiplicato le povertà, le solitudine e le diseguaglianze sociali . E’ necessario avviare un ripensamento dell’organizzazione dei servizi sociali, rimuovere gli ostacoli che impediscono l’uguaglianza e le opportunità dei cittadini, adempiere ai doveri di solidarietà economica e sociale verso chi è più povero e in difficoltà, promuovere le opportunità , tutelare la salute pubblica. Occorre affrontare i problemi della comunità in modo sistemico e promuovere la salute della comunità intesa come benessere fisico, mentale, sociale, culturale delle persone e come risorsa per la vita.

Ma Genova ha anche una condizione demografica a forte rischio. Non sono troppi gli anziani ma pochi i giovani. Ed è necessario mettere in campo strategie, dal sostegno alla natalità, alla valorizzazione dei giovani, a nuove strategie pubbliche per gli anziani per disegnare una Genova capace di misurarsi con l’invecchiamento della popolazione.

E’ una sfida che riguarda l’ intera organizzazione delle città: dai trasporti, alla rete commerciale e dei servizi, al welfare, alla scelta di investire nell’apprendimento e per l’intero arco della vita. Vogliamo
pensare ai bambini e alle bambine come persone portatrici di diritti immediati e non solo come portatori di futuro, da crescere ed educare: servono spazi per il gioco e per l’espressione libera dei talenti, occasioni di partecipazione e di crescita che non siano confinati all’interno delle scuole. Vogliamo ridurre la dispersione scolastica che genera nuove e future diseguaglianze, affrontare la condizione dei tanti giovani che non studiano e non lavorano.

Molti giovani hanno scelto di lasciare la città, molti altri che sono rimasti non trovano le condizioni per rendersi pienamente autonomi dalla famiglia d’origine, faticano a trovare casa e lavoro, arrivano molto tardi a farsi una famiglia e ad avere dei figli.
Ci impegniamo perché i giovani possano, anche con la sperimentazione di nuovi servizi, possano avere non solo tutti pari opportunità, ma possano risentirsi parte di una città che valorizza la loro creatività e voglia di fare, che li metta in relazione con il mondo e al contempo agevoli l’autonomia, la casa, la ricerca di lavoro.

Gli anziani poi sono persone a volte fragili per condizione fisica, familiare, economica, ma anche con grandi potenzialità legate alle loro competenze, esperienze di vita e disponibilità.
Cittadini portatori di diritti, che spesso le istituzioni non soddisfano in modo adeguato, cosicché le criticità, nella maggior parte dei casi, sono affrontate con soluzioni individuali o con risposte a carico della famiglia, quando c’è.
Ma sono anche soggetti portatori di risorse, che la società non riesce e/o rifiuta di utilizzare e che spesso solo le associazioni di volontariato valorizzano. Persone ignorate da una società che si organizza come se tutti fossero giovani, atletici, ricchi e sani.
E’ tempo di cambiare passo. La memoria e le energie civili di questa generazione sono un patrimonio di cittadinanza che non può essere disperso.
Genova può essere laboratorio di una nuova cultura della vecchiaia e del rapporto tra le generazioni per l’intero paese.

Un bambino genovese su quattro ha almeno un genitore di origine straniera. Bisogna lavorare per rendere più forte i processi di integrazione e di cittadinanza reale sapendo che è necessario distinguere tra immigrati da decenni presenti in città, molti ormai italiani, con i figli scolarizzati nelle nostre scuole e i migranti che sono giunti o stanno giungendo nella nostra città a causa di vicissitudini umane che li hanno costretti o 11 spinte ad abbandonare il loro Paese d’origine in cerca di protezione o per la speranza in un futuro migliore.
Queste persone non devono essere solo accolte ma avviate in un percorso di integrazione reale, dalla lingua, alle regole, alla valorizzazione delle competenze, impedendo che si costituiscano contesti di disagio e di insicurezza.

Vogliamo una società più giusta, coesa e rispettosa delle regole, delle opportunità e tante diversità che la compongono. Vogliamo cittadinanza piena e integrale per i soggetti più fragili e vulnerabili. Adotteremo linee guida nazionali per garantire le forme di tutela necessarie a sostegno delle situazioni di particolare fragilità: famiglie, minori, anziani, disabili e per promuoverne i processi di vita indipendente, la partecipazione e l’eguaglianza.

Una città amica dell’infanzia e dell’adolescenza

Vogliamo mettere a sistema un Piano Infanzia e di sostegno alle famiglie che coinvolga le Istituzioni Scolastiche , i servizi socio-sanitari ed educativi territoriali, i settori urbanistici e ambientali, l’associazionismo locale e famiglie per una città davvero educativa

  • Sostegno alle giovani coppie con azioni di defiscalizzazione, mediazione abitativa, ampliamento dei servizi all’infanzia
  • programmazione, monitoraggio e valutazione di interventi volti alla tutela della salute, al miglioramento della qualità degli spazi e dei luoghi destinati ai bambini e alle bambine, alla promozione del benessere scolastico, all’inclusione delle diversità, al contrasto della povertà educativa e dell’abbandono precoce degli studi;
  • promozione del protocollo Scuole Amiche dell’Infanzia presso la Conferenza delle Istituzioni Scolastiche Autonome e controllo della buona osservanza della Carta ONU per i Diritti dell’Infanzia;
  • Apertura di uno sportello di facilitazione per l’ottenimento della Cittadinanza Genovese per i bambini nati in Italia;

Servizi 0-6 più diffusi. Ridurre le liste di attesa per gli asili

  • Ampliamento del servizio 0 – 3 da servizio a domanda individuale a servizio educativo;
  • realizzazione di una mappatura comunale di tutti servizi 0-6 (comunali, statali, accreditati e privati) per verificare l’estensione dell’Offerta e programmare le necessarie integrazioni. Accordi Comune- Stato per razionalizzare l’offerta, le iscrizioni, le liste di attesa.
  • realizzazione di una nuova, moderna scuola dell’infanzia nelle aree della Caserma Gavoglio per rispondere a quella integrazione tra spazi aperti e spazi chiusi impossibile nelle attuali strutture scolastiche per l’infanzia del territorio del Lagaccio e per sperimentare modelli educativi innovativi;
  • Contrasto al pensionamento di insegnanti fascia 0-6 attraverso nuove assunzioni e stabilizzazione del personale a tempo determinato;
  • Utilizzo delle insegnanti e delle ex insegnanti di scuola comunale dell’infanzia iscritte all’Albo dei formatori” per diffondere la tradizionale qualità del servizio comunale in tutti gli Asili Nido e le scuole dell’Infanzia del territorio;  

Rete tra scuola- territorio- istituzioni

  • potenziamento del ruolo di intermediazione della Conferenza Cittadina delle Istituzioni Scolastiche Autonome per realizzare sinergie con il tessuto associativo e le istituzioni culturali dei territori. Un nuovo patto per la Scuola.
  • valorizzazione del contesto culturale e sociale nella pianificazione dei servizi educativi, con particolare riferimento anche alle attività educative territoriali integrative (rete LET) a fini di contrasto della dispersione scolastica, il disagio giovanile, la violenza tra pari.
  • edifici scolastici accoglienti e sostenibili; apertura oltre l’orario scolastico per lo svolgimento di attività sportive, ludico-aggregative e di aiuto didattico attraverso specifici accordi con le Istituzioni Scolastiche e/o con i soggetti attivi sul territorio;
  • sviluppo della Comunità Educante, anche attraverso Programmi Operativi Nazionali del MIUR -Ministero Istruzione Università e Ricerca – (bandi PON scuola)

Ambienti scolastici sicuri, accessibili, sostenibili e gradevoli

  • messa in sicurezza e abbattimento delle barriere architettoniche secondo i criteri universali
  • innovazione tecnologica al servizio della digitalizzazione e dell’efficientamento energetico degli edifici;
  • attivazione e implementazione di una piattaforma on line (sul modello dell’attuale SIGE della Città Metropolitana) in cui le scuole possano reperire tutta la documentazione relativa ai loro edifici, monitorare gli interventi manutentivi svolti e quelli in previsione, progettazione ed esecuzione, richiedere interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria ricevendone risposte tempestive e puntuali;
  • patti di collaborazione per la cura del patrimonio scolastico, coinvolgendo i genitori e il territorio

Progetto mensa di qualità

  • potenziamento del ruolo delle Commissioni Mensa, attraverso la modifica del Regolamento esistente;
  • allungamento degli appalti, affinché i maggiori investimenti nelle strutture e nella formazione del personale siano ritenuti più remunerativi dalle ditte partecipanti alle gare;
  • processi partecipativi (ascolto, confronto, audizione) precedenti alla redazione dei capitolati, i cui risultati devono seguire le regole della trasparenza e della massima pubblicità;
  • miglioramento della qualità dei pasti veicolati attraverso la realizzazione di un centro cottura per Municipio e la riapertura di alcune cucine interne laddove possibile per risolvere i problemi legati alla distanza dalle scuole di destinazione;
  • sperimentazione di un progetto di ristorazione scolastica a filiera corta, gestito da cooperative sociali di ex studenti delle scuole tecniche genovesi e a giovani migranti, che preveda la realizzazione dell’intero ciclo: dalla coltivazione dei prodotti al piatto;
  • implementazione degli acquisti verdi nei capitolati, totale utilizzo di prodotti a lotta integrata e a filiera corta; biologico 100% per i vegetali che crescono sotto terra; implementazione di prodotti del territorio;
  • stipula di contratti a lungo termine con le aziende agricole locali e delle valli confinanti per la produzione di materie prime destinate alla ristorazione scolastica genovese;
  • revisione dei menù per aumentare il numero di “ricette di stagione” e diminuire così l’utilizzo di prodotto surgelati; 
  • attivazione di “nuclei di assaggio” formati da bambini; apertura di laboratori didattici di cucina in ogni municipio;
  • diffusione degli orti didattici; promozione di progetti legati all’alimentazione sana rivolti alle scuole e alle famiglie;
  • diffusione di mercatini di prodotti locali e Gruppi di Acquisto Solidali all’interno delle scuole

Una città per i giovani

  • Vogliamo promuovere il protagonismo dei giovani e favorirne l’indipendenza perché trovino nella città che ha dato loro radici o che li ha accolti le opportunità per restare e costruire un progetto di vita stabile e definitivo
  • Implementazione degli interventi integrati di aiuto per gli studenti del secondo ciclo dell’istruzione (LET; centri estivi, attività integrative del curricolo scolastico, aiuto scolastico pomeridiano per adolescenti a rischio di abbandono);
  • Diffusione dei progetti di Scuola Aperta nel tempo extrascolastico (pomeriggi, sabato, periodi di vacanza scolastica);
  • Consolidamento del processo di inclusione scolastica, garantendo la continuità didattica, una adeguata erogazione del servizio di assistenza nelle scuole, sia durante l’anno scolastico, sia durante la pausa estiva;
  • Piano per l’autonomia giovanile, dove si possano mettere a sistema i servizi e le risorse economiche necessarie a dar vita ad un Progetto Multidimensionale per l’indipendenza, rivolto ai giovani e alle giovani coppie;
  • Implementazione del fondo di bilancio destinato ai giovani attraverso una politica di fundraising dedicato: dalla progettazione europea su bandi specifici, alla destinazione di risparmi ottenuti in altri settori, alla contribuzione volontaria di cittadini e/o enti;
  • Disponibilità di un sempre maggiore numero di spazi a canone quasi simbolico, limitando i filtri in accesso, per l’avvio di attività produttive e imprenditoriali in settori qualificati e competitivi
  • Recupero di alloggi pubblici e privati oggi vuoti per l’housing giovanile e per il sostegno alle giovani coppie, proseguendo sulla strada già avviata e cercando nuove fonti di finanziamento anche europee.
  • Accordi con la Regione, le associazioni dei proprietari immobiliari e i singoli proprietari per ottenere affitti a canone concordato;
  • Sperimentazione di forme di co-housing intergenerazionale basate sull’economia della condivisione e il welfare tra pari;
  • Nuovo impulso all’Informagiovani e agli incubatori di impresa, affinchè diventino il volano per la circolazione di idee e di opportunità;
  • Creazione e diffusione di varie forme di partecipazione, dalle Consulte studentesche e giovanili, alle reti di soggetti attivi sul territorio;
  • Ampliamento del numero degli spazi e dei luoghi dedicati alla creatività giovanile;
  • Accoglienza abitativa per gli studenti Erasmus e per gli studenti dell’ambito metropolitano o pedemontano: messa a disposizione dei Beni liberati dalla mafia per la realizzazione di un albergo diffuso in Centro Storico;

Una città per gli anziani

Vogliamo utilizzare la molteplicità di esperienze e competenze, universitarie, sanitarie, solidali per giungere alla definizione di un vero e proprio Piano di adeguamento della città a una vecchiaia attiva, speculare al Sistema dell’istruzione: dall’uscita del lavoro al fine vita, attraverso moduli di affiancamento delle difficoltà emergenti, via via più adeguati alla perdita di autosufficienza e buona salute. All’interno del Piano, verrà favorito il 14 mantenimento dell’indipendenza, dei contatti sociali, l’utilizzo del tempo in base alle proprie propensioni favorendo le occasioni di impegno civile, formative, culturali, di relazione fra le generazioni.

Domiciliarità

  • Politiche economiche e fiscali che permettano alle famiglie di accedere alle misure finalizzate al mantenimento dell’anziano al proprio domicilio;
  • Potenziamento del servizio di assistenza domiciliare, anche attraverso forme di accreditamento dei servizi, con la partecipazione dei cittadini e dei soggetti attivi sul territorio;
  • Servizi di sollievo per le famiglie degli anziani fragili, (centri diurni, assistenza domiciliare, trasporto e accompagnamento) affinchè la presenza di strutture che possano garantire le attività lavorative e quotidiane dei care giver permetta la permanenza degli anziani nel proprio ambiente familiare;
  • istituzione di un registro pubblico delle assistenti personali, a regia pubblica, per l’assunzione di personale per l’assistenza domiciliare;
  • attivazione di sportelli territoriali per la cittadinanza come punti di riferimento per promuovere l’integrazione fra rete formale e informale (valorizzazione dell’associazionismo e il volontariato impegnati in attività di invecchiamento attivo);
  • istituzione di una“consulta” degli anziani che possa raccogliere le istanze degli anziani e delle loro famiglie e che sia interlocutrice delle pubbliche amministrazioni

Co-housing

  • sperimentazione di un sistema di acquisizione di immobili destinati al cohousing centrato sull’anziano (permute di immobili individuali in favore di una struttura condivisa)
  • acquisizione di immobili o recupero del patrimonio abitativo comunale da parte del Comune attraverso fonti di finanziamento dedicate;
  • campagne informative sulle possibili soluzioni abitative alternative;
  • quartieri e città a misura degli anziani: accessibili, lenti, solidali, dotati di servizi facilmente fruibili e di spazi per la socialità

Autostima, benessere, cittadinanza attiva, saperi

  • promozione di attività di volontariato e di momenti di aggregazione e socializzazione
  • Promozione e sostegno di progetti che attraverso i “laboratori del sapere” favoriscano la trasmissione delle conoscenze ed il dialogo intergenerazionale;
  • Organizzazione di attività formative rivolte a chi è prossimo alla pensione per stimolare e sostenere la costruzione di un progetto di vita per gli anni post-lavorativi;

Attuazione dei LEA (Livelli Essenziali di Assistenza)

  • integrazione socio-sanitaria e sviluppo del continuum di interventi di prevenzione, cura e riabilitazione;
  • collaborazione e coordinamento tra ospedale e servizi territoriali ;
  • collaborazione tra settore pubblico e terzo settore, con la regia dell’istituzione pubblica;
  • domiciliarità degli interventi;
  • coinvolgimento come soggetti delle persone anziane e dei care giver; 
  • formazione professionalizzante certificata dall’istituzione per le assistenti familiari (anche corsi di lingua italiana, se straniere)
  • ricerca di ogni alternativa possibile alla degenza in ospedale o in strutture di ricovero.

Strutture a residenzialità protetta e Istituti

  • individuazione di indicatori universali funzionali alla trasparenza per la stesura della carta dei servizi: costo dei diversi servizi offerti; organigramma; orari e svolgimento della vita degli ospiti; orari di visita dei parenti; presentazione delle attività riabilitative e di quelle espressive, ricreative, socializzanti ecc; rapporti con il territorio (trasporto ospiti per attività esterne, coinvolgimento risorse della comunità per iniziative in istituto..)
  • standard richiesti rispetto a decoro e confortevolezza degli spazi comuni e delle stanze;
  • trasparenza ed accessibilità delle graduatorie delle domande di ricovero in struttura.

Genova città della salute

Vogliamo un sistema di servizi socio-sanitari coordinati e capaci di rispondere in modo unitario ai cittadini

  • definizione dell’iter per la realizzazione dell’Ospedale del Ponente ribadendone la priorità nell’ambito delle politiche sanitarie della Regione Liguria
  • Creazione di “Case della Salute” in tutti i Distretti Socio Sanitari come spazio idoneo a contenere tutti quei servizi sanitari e socio-sanitari che possano davvero garantire un forte coordinamento ed integrazione di prestazioni sanitarie e sociali al fine di promuovere la salute e il benessere sociale;
  • realizzazione di un sistema informativo integrato che permetta ai servizi territoriali del Distretto Sociosanitario (dei Comuni e delle Asl) di condividere le procedure e le informazioni relative agli utenti che necessitano di presa in carico integrata e le banche dati su risorse e servizi del territorio;
  • in ogni Distretto Socio Sanitario: integrazione tra i servizi Consultoriali, i servizi di Salute Mentale e delle Dipendenze, e gli altri servizi sociosanitari e sociali, per garantire la reale presa in carico congiunta dei minori, dei non autosufficienti, degli adulti, delle famiglie in situazione di disagio psicosociale;
  • presenza ai Tavoli Interistituzionali per ottenere un forte rilancio delle funzioni di sanità pubblica, in appoggio alle riforme sanitarie e per garantire il diritto dei cittadini a servizi sanitari equamente distribuiti sul territorio e a prestazioni di qualità accessibili a tutti, in tempi adeguati;

Contrasto alla povertà e al disagio abitativo

Vogliamo combattere la povertà materiale e le diseguaglianze

  • Impegno certo di risorse umane ed economiche che consentano di affrontare l’impoverimento della città e le problematiche complesse dei cittadini fragili con un adeguato sistema di servizi, in una prospettiva di medio periodo (pluriennale);
  • politiche di integrazione socio-lavorativa favorendo l’azione coordinata fra servizi sociali e il sistema dei servizi per il lavoro;
  • forme di microcredito destinato all’avvio di piccole imprese familiari; 
  • implementazione del Bilancio Comunale con le risorse europee destinate al contrasto della povertà materiale ed educativa e all’inclusione attiva

Uno sguardo di genere sulla città

La costruzione di un modello sociale di sviluppo rispettoso delle cittadine e dei cittadini non può prescindere dall’eliminazione delle discriminazioni di genere ad ogni livello: culturale, economico sociale, superando quegli stereotipi che la crisi ha accentuato. Nel governo della città risulta imprescindibile tenere conto dei differenti punti di vista di donne e uomini, delle differenti esigenze e sensibilità che manifestano in tutti i settori, dai modelli di mobilità, all’uso dei trasporti, alla sicurezza urbana, ai servizi culturali, all’organizzazione dei tempi dei servizi, fino all’approccio verso le tematiche ambientali.

Vogliamo praticare una cultura di genere per accrescere la dimensione inclusiva e accogliente della città

  • Adottare una politica, per quanto attiene il ruolo del Comune, per garantire azioni positive volte a favorire l’accesso delle donne a livelli di responsabilità e di carattere decisionale in ambito politico, economico, sociale, affermazione di autonomia e riconoscimento di esperienze;
  • Sostenere e dare valore alla rete di associazioni delle donne presenti in città che lavorano per promuovere azioni positive volte a rimuovere pregiudizi e luoghi comuni legati al genere;
  • Promuovere progetti specifici anche di carattere europeo su temi relativi alle politiche di genere
  • Continuare e rafforzare l’impegno e il percorso con la società civile per potenziare il patto di sussidiarietà relativo a un sistema di prevenzione, informazione e consulenza per le donne vittime di violenza e di maltrattamenti;
  • Riconfermare il sostegno al Centro Antiviolenza di via Mascherona e casa rifugio a indirizzo segreto e all’alloggio sociale per donne vittime di violenza e i loro figli.

Vogliamo riunire le politiche della casa sotto un unico soggetto che offra, in una logica di filiera, opportunità abitative per tutti i cittadini con difficoltà diverse, dalla perdita della casa, alla difficoltà a pagare un affitto di mercato.

  • rinegoziazione con Associazioni dei Proprietari e Associazioni degli Inquilini dell’accordo territoriale per i canoni concordati, attualmente troppo alti;
  • promozione di affitti a canone moderato da parte dei privati attraverso incentivi fiscali e con il Fondo di Garanzia Regionale;
  • sviluppo dei progetti di social housing già avviati che mettono a disposizione alloggi a canone moderato;
  • sottoscrizione di accordi con soggetti pubblici proprietari di immobili per la concessione di alloggi a canone agevolato;
  • destinazione a canone agevolato di una parte dei 500 alloggi del patrimonio abitativo del Comune ad alcuni soggetti, come ad esempio i giovani;
  • riportare all’interno del Comune la gestione del suo patrimonio di circa 4000 alloggi di Edilizia Residenziale Pubblica;
  • riqualificazione dei quartieri ERP attraverso investimenti in conto capitale e l’attrazione di risorse economiche: ristrutturazioni, risparmio energetico, cura del verde pubblico, sicurezza, socialità, promozione della qualità della vita;
  • Coinvolgimento strutturato dei Comitati dei quartieri e dei Sindacati degli inquilini per la concertazione delle azioni da realizzare nei quartieri; 
  • Applicazione del Regolamento comunale ERP, estendendo i progetti di coabitazione sociale e di autoristrutturazione degli alloggi;
  • riqualificazione del patrimonio abitativo comunale per allargare la disponibilità di alloggi dedicati a progetti di contrasto dell’emergenza abitativa;
  • miglioramento delle procedure di gestione e manutenzione degli alloggi attraverso una migliore programmazione degli interventi di ristrutturazione e un ruolo più attivo dei Municipi;
  • sviluppo di un patto di collaborazione con il terzo settore per la realizzazione di progetti di “housing first” che uniscano all’offerta di un’abitazione, progetti individuali di reinserimento sociale, per costruire reali percorsi di autonomia

Vogliamo sostenere la famiglia per sostenere i minori

  • valorizzazione del ruolo e delle capacità delle famiglie. Fare con loro, e non solo con i minori, un lavoro sociale dedicato;
  • sviluppo di progetti di attivazione sociale della famiglia (sostegno all’inclusione attiva per le famiglie con minori) con il coinvolgimento dei servizi sociali e dei Centri per l’impiego;
  • nuovo assetto dei Distretti: maggiore efficacia ed efficienza;
  • progetti di prevenzione e intervento sul disagio mentale;
  • iniziative contro la violenza sulle donne e i minori e sostegno alle case protette

Vogliamo favorire l’autonomia e la domiciliarità delle persone disabili

  • realizzazione di un sistema accreditato di servizi ai cittadini con garanzie di qualità delle prestazioni;
    realizzazione di un sistema di interventi (buoni servizio) per l’acquisto di prestazioni presso il sistema accreditato per le fasce più deboli;
  • realizzazione di una mappatura comunale di tutti servizi di sollievo (centri diurni, assistenza domiciliare, servizi socio-educativi) destinati all’utenza debole verificare l’estensione dell’Offerta e programmare le necessarie integrazioni;
  • “budget familiare o dote di cura” per la realizzazione di un progetto individualizzato per la persona con disabilità e la sua famiglia;
  • attuazione di iniziative collegate alla recente legge sul Dopo di Noi che introduce tutele per le persone con disabilità quando vengono a mancare i parenti che li hanno seguiti fino a quel momento, in collaborazione con i soggetti attivi sul territorio;
  • sperimentazione di progetti per la vita indipendente delle persone disabili

Vogliamo valorizzare il cittadino come soggetto informato e competente nella cura e nella tutela delle persone fragili

  • Amministratore di sostegno del familiare fragile (su nomina del Giudice Tutelare)
  • Tutore volontario di minori stranieri non accompagnati (su nomina del Giudice Tutelare)
  • Care giver del familiare non autosufficiente
  • Famiglia affidataria di minori (Genova è fra le città in Italia con il maggior numero di affidi a famiglie)
    informazione, formazione, accompagnamento e supervisione per il cittadino accompagnatore

Migranti: non solo l’accoglienza

Nel rispetto della normativa vigente, vogliamo una regia dei Comuni più forte per affrontare i problemi relativi all’aumento del flusso migratorio dato da profughi e richiedenti asilo, minori stranieri non accompagnati e migranti economici prestando pari attenzione ai diritti umani delle persone e alla legalità come fondamento dell’integrazione.

  • Costituzione di un Osservatorio cittadino e metropolitano sulla presenza straniera a Genova, sulla solidarietà e sull’accoglienza;
  • sostegno a progetti di accoglienza realizzati secondo il modello SPRAR e le indicazioni sancite dalla Carta della Buona Accoglienza sottoscritta da ANCI;
  • creazione e collaborazione con reti sociali finalizzate all’inclusione, all’alfabetizzazione linguistica, alla formazione professionale e al lavoro dei nuovi arrivati in città;
  • sperimentazione di nuovi progetti sociali inclusivi e non discriminanti, sul modello del progetto Chance;
  • Valorizzazione del ruolo e delle competenze dei migranti in progetti di lavoro finalizzati alla rigenerazione degli spazi urbani e al contrasto al degrado del territorio non urbanizzato;
  • progettazioni europee per la creazione di opportunità economiche, per la qualificazione professionale, per la cooperazione allo sviluppo e per progetti di rientro in patria
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