La cultura è diventata una delle nuove identità della città. Genova sempre di più è in grado di competere con le altre aree metropolitane per la propria offerta culturale. Un’offerta impensabile fino a dieci anni fa e che si è cresciuta e si è qualificata in un contesto di declino economico e di riduzione progressiva delle risorse. Palazzo Ducale, il sistema dei musei, i teatri, il Porto antico, i festival rappresentano oggi un’eccellenza fatta di competenze e di saperi che rimandano a pubblici sempre più vasti.
Perché la cultura è uno degli elementi dell’attrattività turistica della città ma è anche crescita della comunità, qualità della vita, cittadinanza consapevole. L’amministrazione deve essere regia e indirizzo di questo nuovo grande comparto della città. E l’impegno dell’amministrazione oltre al mantenimento delle risorse è quello di favorire l’innovazione, la sperimentazione, l’accessibilità a tutti. Così come di contribuire al miglioramento dei processi gestionali, alla rete di sinergie, al coinvolgimento di tutto il territori.

Una città colta: cultura per lo sviluppo e la crescita della comunità

La cultura ha disegnato il nuovo volto della città a livello nazionale e internazionale. Una cultura in cui la valorizzazione del patrimonio storico si è intrecciata con la ricerca dell’innovazione, il coinvolgimento dei cittadini, la qualità e la circolazione delle idee. Genova è sede di grandi mostre, di festival, di grandi concerti all’aperto. E’ la città dei teatri, di stagioni sinfoniche di eccellenza, di un teatro dell’opera che è davvero in grado di decollare e di musei finalmente aperti a un grande pubblico. Questo per un grande impegno del Comune, il coinvolgimento, anche economico, di tanti soggetti privati, l’attenzione alle risorse e alla gestione. Vogliamo proseguire per questa strada. Una cultura capace di attrarre da fuori ma anche capace di far crescere la qualità della vita. Di dare strumenti e conoscenza.

  • Valorizzazione di Palazzo Ducale che è diventato nell’arco di questo anno una grande istituzione culturale riconosciuta e autorevole a livello nazionale e internazionale. Sono oltre 600mila annue le presenze di pubblico alle mostre, ai grandi incontri e ai festival di Palazzo Ducale. Qualità culturale che ha corrisposto all’attenzione alla gestione e ai bilanci sempre in attivo.
  • Mantenimento dell’impegno per il Carlo Felice condividendo l’impostazione e le strategie di rilancio e risanamento avviate in questi anni.
  • Impegno del Comune per una ripartizione meno squilibrata, e penalizzante per Genova, dei finanziamenti nazionali agli Enti Lirici
  • Sostegno e forte attenzione all’attività teatrale, alla costruzione di nuovo pubblico, al ruolo nazionale dei Teatri genovesi e accompagnamento dell’integrazione tra Teatro Stabile e Archivolto.
  • Valorizzazione del sistema dei Musei civici frequentato da quasi 700mila persone l’anno, attenzione alla gestione, innovazione nella comunicazione.
  • Apertura del Museo nazionale dell’Emigrazione presso il Muma, del Museo di Arte Islamica presso il Museo di San Agostino.
  • Promozione del sistema delle ville, valorizzazione di Villa Pallavicini, integrazione più forte con le giornate dei Rolli-days
  • Impegno nel Festival della Scienza veicolo nazionale e internazionale delle nuove vocazioni genovesi. Sostegno ai Festival estivi e calendario comune con le attività del Porto antico per realizzare un grande cartellone di Genova d’estate. Il Premio Paganini come visibilità mondiale di Genova.
  • Proseguimento del processo di statizzazione dell’Accademia Ligustica di Belle Arti e avvio del Politecnico delle Arti con valorizzazione di Palazzo Senarega e della Loggia di Banchi
  • Realizzazione dello Spazio FABER, la strada dei cantautori e un hub per la musica: museo diffuso per i caruggi, punto di incontro per la musica d’autore, un legame diretto tra i cantautori di ieri e la scena musicale di oggi. Genova città dei cantautori.

Ma vogliamo dare valore anche a tutte le espressioni culturali che concorrono a comporre l’identità della città (biblioteche e librerie, scuola e università, artisti e studiosi, associazionismo e volontariato), mettendo in rete i saperi provenienti da tutti i suoi quartieri, valorizzando le eccellenze e le potenzialità. Vogliamo continuare a prenderci cura del nostro patrimonio artistico e culturale e aumentare il numero dei centri culturali nei quartieri:

  • mappature degli spazi inutilizzati della città (vuoti urbani) per valorizzarli con progetti di manutenzione e per rigenerarli con manifestazioni e produzioni culturali. Uso temporaneo di spazi per attività creative. Realizzazione a Sampierdarena di un grande centro della creatività giovanile
  • confronto aperto tra tutti i soggetti interessati, creando sinergie e complementarietà indispensabili per un modello di sviluppo urbano che abbia nella cultura uno dei suoi asset strategici;
  • individuazione di luoghi fisici in cui la cultura possa generarsi, svilupparsi, ricrearsi: spazi diversi, in contesti diversi, con funzioni diverse, a disposizione di tutta la cittadinanza, ma in particolare degli studenti e delle giovani generazioni, come luoghi di aggregazione, di studio e di elaborazione;
  • realizzazione di piani di marketing strategico, volti a coinvolgere e fidelizzare nuovi parner nell’adozione di politiche aziendali che sappiano conciliare gli obiettivi economici con quelli culturali del territorio di riferimento, anche in un’ottica di futura sostenibilità;
  • mappatura dei soggetti culturali presenti sui territori, siano essi beni, istituzioni, professionalità, non ignorando i vuoti urbani che potranno essere oggetto di azioni di rigenerazione urbana a forte valenza culturale: una vera e propria mappa dei bacini culturali della città, da ponente a levante, al fine di individuare i pieni e i vuoti dei diversi quartieri, la loro consistenza, monitorare forze e debolezze, opportunità e minacce ai fini delle scelte di programmazione e investimento dell’amministrazione;
  • implementazione dei Patti di Collaborazione per la gestione condivisa dei Beni Comuni, sia negli aspetti immateriali della cultura, sia per la rigenerazione di spazi urbani;
  • collaborazioni con i soggetti attivi sul territorio per la realizzazione e la gestione (gratuita o dietro corresponsione di un canone) di spazi civici per la cultura in ogni Municipio, siano essi luoghi chiusi dove suonare, danzare, incontrarsi, leggere; spazi aperti (piazze, giardini), dove organizzare esibizioni e intrattenimento; aule studio destinate agli studenti;
  • realizzazione di una Rete di Osservatori Civici, del Territorio e del Paesaggio, legati alla cultura e alla storia locale, collegati e collaboranti tra loro, per dare ai cittadini una migliore capacità di osservazione e migliori possibilità di partecipazione attiva ai problemi del proprio territorio;
  • sperimentazione dei primi due Osservatori Civici nel Municipio Levante, presso la Biblioteca Brocchi, e nel Municipio Media Valbisagno: il primo, nato come Osservatorio del Paesaggio, data la sua localizzazione all’interno dei Parchi e in uno dei tratti paesisticamente più interessanti della Riviera di Genova, si proporrà di far meglio conoscere e valorizzare questo patrimonio, con il progetto, portato avanti da associazioni, comitati locali e dall’Istituto Marsano, di fare di Nervi un punto di riferimento non solo comunale ma anche regionale per le politiche paesaggistiche e di attuazione della Convenzione europea del paesaggio; il secondo, nascerà come archivio della memoria di problemi storico-territoriali, di recupero dell’acquedotto storico
  • incentivazione delle donazioni librarie riferite ai temi dei diversi Osservatori da parte di studiosi e appassionati;
  • promozione del tema della Responsabilità Sociale dell’Impresa, finalizzata a incentivare le erogazioni liberali da parte di individui o imprese che investono nella cultura;
  • estensione delle attività di alternanza scuola-lavoro a tutti i settori della cultura.
  • apertura di open call individuali con le associazioni del territorio per conoscere i loro progetti;
  • avvio di uno Sportello Unico Eventi e vademecum per semplificare e rendere più trasparenti i processi autorizzativi; avvio di una serie di contrattazioni per favorire convenzioni di sostenibilità con enti esterni (SIAE) e interni (AMIU);
  • promozione del regolamento dei beni comuni;

Vogliamo rivedere il rapporto pubblico-privato per creare relazioni e sinergie su obiettivi comuni, sia attraverso da sponsorship economiche dirette che con partnership sui servizi tra associazioni e imprese:

  • facilitazioni in cambio di oneri di valorizzazione;
  • coinvolgimento dei privati (fondazioni, aziende) nei progetti per la città;
  • dialogo tra il sistema culturale tradizionale (musei, palazzo ducale, ecc) con il sistema culturale contemporaneo (festival, musica, arti visive, ecc)
  • sostenibili e trasparenti partnership sui servizi, pacchetti di incentivi e partecipazioni commerciali come strumento di sostenibilità economica e incremento di occupazione.
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