Il Comune di tutti

E’ necessario ripensare l’organizzazione del comune come dei municipi. La partecipazione non è una concessione democratica ma una delle condizioni per il governo delle grandi città oggi. L’astensione elettorale e l’austerity, la globalizzazione hanno ridotto gli spazi di democrazia tradizionale. Ripensare un comune non fondato sui soli luoghi istituzionali ma capace di attivare reti di cittadinanza, forum con cui condividere le grandi scelte. Proprio lo svuotamento della politica impone di trovare nuovi strumenti largamente da inventare ma indispensabili per uscire dai giochi dei veti incrociati e l’immobilismo e usufruire dei saperi sociali, delle competenze diffuse. Non solo regolamenti ma politiche per la partecipazione anche individuando nuove e più condivise modalità di decisione.

Una città trasparente e misurabile

La nostra sfida sta nel riuscire a fare degli Indicatori di Sviluppo Sostenibile uno strumento cardine del funzionamento dell’amministrazione, in quanto quadro di riferimento concettuale unitario e sistematico cui possono ispirarsi il Documento Unico di Programmazione, la Rendicontazione Sociale, i Piani di performance e di trasparenza previsti dalla legislazione vigente. Utilizzare il quadro degli indicatori di Sviluppo Urbano Sostenibile può servire a rafforzare il dialogo tra amministratori e cittadini e a promuovere una rendicontazione periodica sullo stato della città al fine di promuovere lo sviluppo di esperienze di partecipazione e di democrazia locale basate sul principio di accountability.
Ciò può consentire ai cittadini di valutare i risultati dell’azione di governo e, al tempo stesso, di partecipare con maggiore consapevolezza ai processi decisionali locali.

Il Comune di Genova deve seguire una nuova procedura per le nomine nella partecipate sul modello di quanto fatto a Milano dalla giunta Pisapia. L’obiettivo è garantire maggiore trasparenza, valutazioni oggettive delle competenze e la massima condivisione delle linee di indirizzo che i nominati devono portare all’interno di enti e società.
Vogliamo garantire un vero controllo pubblico delle aziende partecipate, attraverso una serie di strumenti, non solo attraverso le quote azionarie.

Garantiremo un governo unitario delle partecipate che permetta di coniugare la presenza pubblica con le politiche industriali che dovranno essere adottate nei diversi settori e la necessità di avere capacità di investimento. Attraverso questo governo unitario garantiremo la capacità del Comune di Ente Regolatore attraverso l’elaborazione, l’applicazione e il controllo di Contratti di Servizio che garantiscano la qualità delle prestazioni delle società e non scaricando sui cittadini i costi di eventuali inefficienze di gestione.

Bisogna rivedere i contratti di servizio in essere prevedendo un sistema stringente di verifiche della qualità del servizio, definendo anche un sistema di penali. Il controllo deve prevedere modalità partecipative e di coinvolgimento della cittadinanza e dei suoi rappresentanti istituzionali.

Una città condivisa

Vogliamo la democrazia partecipativa come schema di approccio dell’amministrazione, sulla base del quale si modula il metodo di governo, il rapporto con gli stakeholder, il coinvolgimento della popolazione, ai fini del miglioramento complessivo della qualità della vita.

Ci impegniamo a realizzare, attraverso un percorso condiviso, un Piano per la Partecipazione che permetta di:

  • promuovere iniziative dal basso;
  • offrire ai cittadini informazione bilanciata e oggettiva per sostenerli nella comprensione del problema e nell’individuazione delle alternative, opportunità e soluzioni, adottando un linguaggio comprensibile, così da permettere le osservazioni delle diverse parti interessate;
  • promuovere la creazione di comunità attive e consapevoli capaci di sviluppare un dibattito, on line e off line, maturo e non polarizzato e di formulare proposte e commenti;
  • adottare le iniziative (off line) e le tecnologie (on line) necessarie per permettere un’effettiva partecipazione prima, durante e dopo il processo di consultazione;
  • promuovere la cultura della partecipazione nelle scuole mediante consultazioni specifiche e periodiche;
  • a mettere a disposizione gratuitamente i luoghi pubblici per permettere ai cittadini di sviluppare forme di dialogo diretto tra loro e con l’amministrazione;
  • definire in anticipo come verrà considerato l’esito della consultazione, vale a dire se questo sarà vincolante per le scelte pubbliche o meno;
  • formulare i quesiti della consultazione in un linguaggio chiaro e adeguato;
  • esplicitare chiaramente prima dell’avvio della consultazione la divisione delle responsabilità e dei ruoli tra amministrazione e partecipanti alla consultazione;
  • definire chiaramente nella fase iniziale gli indicatori quantitativi e qualitativi e le metodologie per la valutazione finale della consultazione;
  • individuare tutti i potenziali interessati alla materia oggetto di consultazione, sia quelli interessati direttamente che indirettamente;
  • determinare quali provvedimenti, per la loro natura e rilevanza, devono essere oggetto di consultazione, dandone adeguata pubblicità;
  • sostenere le iniziative di partecipazione dei cittadini, delle imprese e delle loro associazioni;
  • prevedere le opportune misure per permettere la partecipazione di tutte le categorie dei potenziali interessati.

Valorizzare i dipendenti pubblici per il bene comune

Vogliamo nuove politiche di attenta gestione e motivazione del personale:

  • Investimenti per un piano di assunzioni
  • Fare emergere esperienze e meriti e non lasciare che si perdano attraverso un’attenta organizzazione del lavoro
  • Piano di formazione adeguato e aggiornato ai bisogni formativi
  • Migliorare il benessere organizzativo per accrescere lo stato di salute dell’intero Ente

Competenze e servizi digitali

Il Comune di Genova è già più che in linea, se non all’avanguardia fra i grandi Comuni, nella complessa operazione di adeguamento alle tempistiche dettate dall’AGID (Agenzia Italia Digitale). In particolare la comunicazione certificata online con i cittadini attraverso i portali del Comune si fonderà in maniera sempre più estensiva sul Sistema Pubblico per la Gestione dell’Identità Digitale – SPID – che già per il Comune di Genova è l’unico sistema di accesso ai principali servizi on line. Tuttavia l’opportunità del digitale si può cogliere soltanto se sono presenti competenze diffuse nella popolazione e specialistiche e di e-leadership nelle organizzazioni e prima di tutto nell’amministrazione.
Solo così si può attivare un circolo virtuoso che consente partecipazione attiva e collaborazione insieme a sviluppo e migliore qualità della vita. Innovazione è cambiamento realizzato, concreto, tangibile. Genova dovrà trasformare in programmi operativi la strategicità dell’innovazione e del digitale, a partire dalle scelte organizzative. Le amministrazioni locali giocheranno, infatti, un ruolo decisivo sul territorio, dando impulso all’esecuzione delle innovazioni esistenti e future, in maniera integrata, con una metodologia agile e un approccio Open Data.

Completare il processo di riprogettazione dei processi operativi da parte della “macchina comunale” in modo che – anche nel modo in cui vengono gestite le pratiche dagli uffici – si esca definitivamente dalla logica “della carta” e si sfruttino fino in fondo le economie di scala, le semplificazioni e le tempistiche resi possibili dal paradigma digitale. Solo così sarà possibile rendere efficaci servizi on line (portali, web, big data…) destinati alla città;

  • Semplificare e rendere più trasparente e funzionale il rapporto tra i cittadini, le imprese e la Pubblica Amministrazione attraverso la dematerializzazione degli atti e la velocizzazione dei procedimenti, completando l’accessibilità digitale dell’intera gamma dei servizi messi a disposizione dagli uffici e servizi comunali (servizi online, fascicolo digitale) come modalità di accesso alternativa agli sportelli fisici;
  • Promuovere e sostenere i processi di alfabetizzazione tecnologica e genericamente digitale sempre più necessari in particolare per i soggetti più deboli, anche sostenendo le forze della società civile, i soggetti “economici” e soprattutto la ricca e forte componente associazionistica presente sul territorio
  • completamento del “fascicolo digitale” con tutte le informazioni che riguardano il rapporto di persone fisiche e giuridiche con l’amministrazione;
  • Sviluppo di procedure informatiche (anche app accessibili da dispositivi mobili) che permettano lo svolgimento di processi amministrativi e/o autorizzativi attraverso il portale del Comune, in tempi certi, con possibilità di controllo dell’iter del procedimento, monitoraggio, possibilità di conoscere lo stato delle proprie pratiche, rivolto in articolar modo alle imprese commerciali o di servizio;
  • comunicazione certificata online con i cittadini attraverso i portali del Comune grazi all’introduzione del Sistema Pubblico per la Gestione dell’Identità Digitale – SPID;
  • Creazione di una security che spieghi a tutti coloro che identificano un problema di sicurezza come segnalarlo in modo adeguato, tutelando gli utenti coinvolti grazie a una pronta risoluzione e incentivando tutti i cosiddetti “hacker etici”;
  • Azioni di alfabetizzazione tecnologica dei soggetti più deboli

Smart City and Open Community

Genova ha avviato un processo di ripensamento di se stessa in chiave intelligente, al fine di dare una nuova visione della città, a partire da un utilizzo razionale dell’energia. Benchè fosse negli intendimenti ampliare la definizione di Smart City integrando la gestione complessiva della città con la visione concreta di uno spazio urbano a misura
d’uomo, questi ultimi obiettivi non si sono realizzati.
E’ utile ripartire dal concetto di Smart City & Community, come modello per il miglioramento della qualità della vita della popolazione, tema trasversale a tutte le aree dell’amministrazione e che più di ogni altro consente di disegnare la visione della città. E quindi da pensare come la trama di connessione di tutti gli interventi che si attuano sul territorio.

Vogliamo rendere l’open government schema di approccio dell’amministrazione, sul quale modellare sia il metodo di governo sia il coinvolgimento dei cittadini ai fini del miglioramento complessivo della qualità della vita, attraverso lo sviluppo di tecnologie intelligenti.

I Municipi: una risorsa preziosa per una città complessa

A dieci anni dalla riforma del decentramento municipale è necessario fare un bilancio dell’esperienza per valutare l’adeguatezza dell’attuale impianto istituzionale e amministrativo in relazione ai forti cambiamenti intervenuti in questi anni, primo tra i quali la costituzione della Città Metropolitana.

La diminuzione delle risorse organizzative e finanziarie poste in capo al Comune ha determinato una corrispondente diminuzione di quelle assegnate ai Municipi, senza tuttavia diminuirne gli oneri gestionali e amministrativi. Devono essere ripensati i processi tra “centro” e “periferia” confermando gli ambiti di autonomia e responsabilità dei Municipi evitando duplicazioni di decisioni e di competenze.

La “forza“ del Municipio, tuttavia, non è data solo dalla quantità delle competenze e risorse disponibili, quanto dalla capacità di “produrre buon governo”, della messa in moto di percorsi di cittadinanza attiva, volontariato, sussidiarietà. I principi fondanti del Municipio, partecipazione e gestione di prossimità, devono essere riconfermati a livello istituzionale, in un quadro di rilancio e di investimento:

  • su atti fondamentali in cui il Municipio è protagonista delle decisioni, per esempio il bilancio comunale e i piani urbanistici;
  • nell’esercizio del ruolo politico di referente e partner della Giunta, come rappresentante degli interessi municipali;
  • nella promozione ed implementazione della coesione sociale nel proprio territorio, attivando e gestendo risorse sociali, culturali, economiche.

Nel rapporto tra Comune e Municipi si può passare da una fase di cooperazione-competizione ad una di partenariato, processo in cui ciascun soggetto apporta le sue risorse e specificità.
In questa prospettiva, i Municipi possono compiere un salto di qualità contribuendo a migliorare l’azione complessiva del governo della città, rispondendo ai mutamenti sociali con maggiore rapidità ed efficacia.

Per affermare l’obiettivo della partecipazione e della coesione sociale anche nell’esercizio delle funzioni istituzionali si propone un rapporto più stretto tra gli Organi municipali.

Al riguardo si propone un Consiglio che abbia poteri più incisivi sulla definizione degli obiettivi municipali e sui i programmi di spesa e di investimento ed un Presidente che eserciti la funzione esecutiva anche attraverso un processo di delega consiliare per progetti, attuando un intreccio più forte e partecipativo tra funzioni programmatorie ed esecutive.
Su questa linea è auspicabile una semplificazione dei lavori consiliari, attualmente troppo simili a quelli del Consiglio comunale.

La Città Metropolitana: oltre la vecchia Provincia

La legge Delrio ha segnato una svolta fondamentale per il governo del territorio di area vasta, poiché ridisegna i confini e le competenze dell’amministrazione locale dando attuazione alle città metropolitane.
La nuova legge ha affidato ai sindaci e agli amministratori dei Comuni del territorio metropolitano il compito di modellare il nuovo sistema, sulla base delle esigenze e delle prospettive di sviluppo di ogni realtà territoriale, definendo il sistema metropolitano, articolato per livelli ed ambiti idonei a gestire le funzioni strategiche, così come i servizi di prossimità, conseguendo una nuova capacità di coordinamento dell’azione complessiva di governo.

E’ la costruzione di una vera governance unitaria ed efficace a consentire alla nuova amministrazione locale di governare, per trovare soluzioni condivise alle questioni metropolitane e ad assolvere il difficile compito di migliorare i servizi, ammodernare la pubblica amministrazione e rinnovare il rapporto tra cittadini e istituzioni.

In questa prospettiva la Città metropolitana ha predisposto il suo primo Piano Strategico che costituisce un supporto indispensabile per affrontare le complesse sfide per rilanciare il territorio di Genova metropolitana.

Le strategie del Piano metropolitano sono: coordinare il cambiamento, sviluppare Genova metropoli, ottimizzare i servizi, adattarci ai cambiamenti climatici, costruire il senso di appartenenza alla Città Metropolitana e realizzare i 26 progetti individuati, tutti concretamente attuabili anche dal punto di vista delle risorse necessarie.

L’impegno importante, pertanto, sarà dar seguito a quanto messo in campo con una stretta sinergia tra il Comune capoluogo e gli altri 66 comuni della Città Metropolitana.

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