La Città Resiliente

Genova è la città italiana dove si stanno realizzando le più importanti opere di riassetto idrogeologico del territorio: 306 milioni di lavori realizzati e in corso, 337 milioni di lavori in progettazione. Mai prima d’ora si era visto un impegno così poderoso: le aree a rischio di esondazione stanno progressivamente restringendosi, mentre aumenta la cultura di protezione civile nella cittadinanza.

Insieme alla svolta nelle opere, c’è stato un salto di qualità nella cultura e nell’organizzazione di protezione civile: piani di prevenzione, nuovi mezzi di comunicazione e informazione, formazione nelle scuole e per le famiglie, attività dei volontari. Gli esperti la definiscono “resilienza”, capacità di fronteggiare e reagire ai problemi.

I temi della Resilienza urbana e della capacità di una Comunità di produrre soluzioni alla possibile minaccia di eventi disastrosi hanno iniziato a occupare in modo rilevante le agende delle politiche urbane nazionali e internazionali: il Ministero dell’Ambiente, nel documento di Strategia Nazionale, pone in evidenza come gli effetti dei cambiamenti climatici possono riguardare, con intensità variabili, la salute dei cittadini, il funzionamento delle infrastrutture, l’incremento della domanda energetica, le modifiche delle condizioni di socialità, la carenza nell’approvvigionamento idrico, la diminuzione della competitività e della redditività di alcune attività economiche, la diminuzione della qualità della vita delle fasce più svantaggiate di popolazione, l’incremento dei rischi legati alle inondazioni, l’instabilità dei suoli, gli incendi, il fenomeno tipicamente urbano dell’isola di calore.

Sono le comunità locali e chi ne amministra gli interessi, i titolari dell’azione e i promotori delle possibili soluzioni già ora offerte dai principi della sostenibilità ambientale, della resilienza e, più in generale, dalle politiche di adattamento ai cambiamenti climatici in atto e futuri.
Su questi temi, nel corso dei prossimi tre anni, il Comune di Genova avrà il compito di coordinare il gruppo di lavoro internazionale che, nel contesto dell’Agenda Urbana per l’Europa, si occuperà di proporre alla Commissione Europa elementi per migliorare l’attuale quadro normativo, l’attribuzione di fondi attraverso i programmi di finanziamento e la diffusione delle conoscenze e delle buone pratiche sul tema dell’adattamento ai cambiamenti climatici.

L’attribuzione alla Città di Genova del ruolo di coordinatore di un gruppo internazionale che vede al suo interno Stati Membri come la Francia (che ha ospitato la fondamentale Conferenza sul Clima – COP21), la Provincia di Barcellona e le Città di Glasgow e Trondheim (amministrazioni locali all’avanguardia sui temi degli impatti prodotti dai cambiamenti climatici) è il riconoscimento dell’impegno di Genova sulla questione della riduzione dei rischi naturali e della coerenza del programma di lavoro proposto all’atto della sua candidatura.

Rendere sicuro un territorio fragile continuerà ad essere la nostra priorità assoluta: Vogliamo dotare la Città di Genova di un Piano di Adattamento ai Cambiamenti Climatici coerente con la Strategia Nazionale ed Europea sui temi del Climate Change, integrato e coordinato con i diversi piani e programmi Locali di gestione del territorio, di uso del suolo, di mobilità, di consumo dell’energia, di tutela dell’ambiente e di protezione dai rischi.

Nel breve termine:

  • stimolare e incentivare la ricerca scientifica sui cambiamenti climatici in modo da conseguire un patrimonio di dati fruibile a scala urbana/locale utile a comprendere gli effetti del clima e assumere decisioni per modulare le azioni più appropriate;
  • promuovere lo scambio, a livello nazionale e internazionale, di esperienze e buone pratiche;
  • censire le situazioni di criticità della rete idrologica (con particolare riguardo a restringimenti e tombature degli alvei), della rete di deflusso e gli edifici pubblici e privati esposti a rischio idrogeologico;
  • valutare l’efficacia degli strumenti di governo del territorio e di previsione insediativa delle infrastrutture in funzione dei possibili impatti climatici e della geomorfologia;
  • stabilire standard energetici degli insediamenti esistenti pubblici e privati;
  • incentivare e favorire la diffusione di tetti verdi, del verde pubblico e la riqualificazione di aree urbane attraverso l’impiego di soluzioni naturali;
  • promuovere la costituzione di un comitato scientifico che, attraverso l’uso di scenari climatici ad elevata risoluzione contribuisca alla mappatura del rischio per le tutte le infrastrutture cittadine dei servizi (mobilità, trasporti, energia, comunicazioni, ecc.);
  • favorire forme partecipative per la gestione delle risorse idriche, includendo anche i Contratti di Fiume.

Per il medio e lungo termine:

  • recepire le linee guida nazionali e internazionali per individuare le specifiche vulnerabilità climatiche e definire gli interventi e le risorse necessarie a superarle;
  • incrementare la consapevolezza dei cittadini, delle imprese e degli stakeholder in merito ai rischi indotti dai cambiamenti climatici, favorendo la loro partecipazione alle azioni di adattamento;
  • salvaguardare la biodiversità in ambiente urbano e peri-urbano attraverso i principi delle green and blue infrastructure che perseguono la continuità e la funzionalità del verde pubblico, degli spazi naturali e di quelli seminaturali;
  • prevenire l’incremento dei rischi idraulici e geologici, selezionando accuratamente le opere infrastrutturali di difesa;
  • pianificare la riqualificazione degli alvei fluviali con progettazione oculata della capacità di deflusso, il recupero delle aree perifluviali e della loro funzione ecologica e la manutenzione dei bacini idrografici con particolare riguardo a quelli di piccole dimensioni;
  • programmare gli interventi per la manutenzione, il rafforzamento o la riprogettazione delle reti drenanti, anche con il contributo di una diffusa ripermebilizzazione dei suoli;
  • selezionare e programmare la spesa per opere pubbliche, privilegiando la messa in sicurezza di quelle esistenti di importanza strategica e la loro funzionalità nel corso di eventi estremi (viabilità, metropolitane, reti energetiche, reti di telecomunicazioni, ecc.);
  • incrementare le infrastrutture per la mobilità ciclabile e pedonale, anche per contenere l’apporto prodotto dai veicoli a motore all’incremento delle temperature urbane;
  • favorire la sperimentazione di nuovi modelli insediativi, incentivando le esperienze degli eco-quartieri e delle case-clima nell’ottica della riqualificazione delle aree urbane più vulnerabili;
  • programmare interventi di manutenzione/restauro del patrimonio culturale anche in funzione del fattore di danno ulteriore dovuto all’impatto dei cambiamenti climatici;
  • identificare i punti della rete stradale a rischio di allagamento e sostituirne la pavimentazione con asfalti drenanti e resistenti alle alte temperature; promuovere, con il contributo del gestore della rete di fornitura dell’energia elettrica, lo sviluppo di microgrid, aumentando la capacità di sistemi autonomi di produzione energetica in caso di calamità naturale.

L’economia circolare

Vogliamo passare da un sistema produttivo che ha sempre considerato l’accesso a risorse infinite, ad un adeguamento del ciclo industriale al limite naturale della disponibilità di questo pianeta, attraverso l’economia circolare. Questo modello permetterà di re-immettere nel ciclo produttivo il materiale opportunamente trattato, cioè materiale post-consumo, sia per essere trasformato in nuovi oggetti sia, per la componente organica, utilizzato in agricoltura come emendante e, il bio-metano, immesso nella nostra rete gas o come carburante per i veicoli pubblici. Possiamo dire che i rifiuti urbani saranno considerati come risorsa e la città una vera “miniera urbana”.

Vogliamo ripensare all’uso e riuso della materia per ridurre al minimo l’impatto ambientale e nello stesso tempo creare una nuova filiera industriale per nuova occupazione.

  • trasformazione di AMIU in un’azienda che, oltre allo spazzamento e alla raccolta, gestisca i futuri impianti finalizzati al recupero spinto della materia dai rifiuti;
  • attivazione di una serie di meccanismi economici a filiera corta, anche in prossimità delle isole ecologiche, per avviare anche una nuova forma di economia locale di riutilizzo o rivendita diretta di oggetti rigenerati;
  • realizzazione di un’isola ecologica nei Municipi dove non è stata ancora collocata;
  • implementazione del porta a porta;
  • educazione ambientale come strumento di promozione di comportamenti virtuosi per migliorare la qualità dell’ambiente.

La mobilità sostenibile

A Genova ogni giorno vengono effettuati circa 950.000 spostamenti. La mobilità genovese, caratterizzata da alcune peculiarità legate in parte alle caratteristiche orografiche e topografiche, mostra la persistenza di elevati livelli di congestione concentrati in alcune importanti direttrici di traffico, a fronte di una ripartizione modale degli spostamenti che registra: una quota elevata del trasporto pubblico (TPL) ferroviario e automobilistico (intorno al 45%); un elevato uso di moto e ciclomotori (oltre il 20%), che nel tempo hanno eroso quote al Trasporto Pubblico Locale. Per migliorare e far evolvere la mobilità delle persone e per aumentare la qualità della vita dei cittadini la Mobilità a Genova dovrà essere Sostenibile e in questa ottica dovranno andare tutti i nostri interventi. Per questo dovrà da subito partire un percorso partecipato che porti Genova a dotarsi di un suo Piano Urbano di Mobilità Sostenibile. Un piano capace di mettere insieme e di sviluppare sinergie tra tutti i diversi modi di spostarsi e di poter indirizzare le risorse e i progetti verso quanto veramente utile e necessario ai genovesi con lo sgurdo sempre rivolto alla sostenibilità ambientale.Poichè la nostra città non può aspettare una nuova pianificazione per rispondere a delle esigenze di mobilità che sono già oggi evidenti, proponiamo di mettere da subito “in cantiere” diversi interventi.

Vogliamo realizzare un Piano Urbano di Mobilità Sostenibile che riduca l’impatto del traffico privato sulle persone e sull’ambiente e che garantisca, per passeggeri e merci, trasporti efficienti, ma soprattutto non inquinanti e rispettosi dei tempi di una vita quotidiana meno frenetica.

Traffico privato

  • definizione di una o più «Low Emission Zone» nella quale i mezzi pesanti e più inquinanti non possano entrare; regolamentazione più stringente per l’accesso alla città dei veicoli inquinanti;
  • estensione degli ambiti riservati alla mobilità dolce (Zone a Traffico Limitato, Aree a Velocità Limitata), non solo in centro ma anche nei quartieri popolari e periferici.

Rete di Trasporto Pubblico Locale:

  • Il futuro della metropolitana passa per il prolungamento della sua estensione: prosecuzione a ponente sino a San Martino, a Levante sino a Fiumara e a nord sino a Rivarolo. Importante sarà anche il completamento della fermata “Corvetto”. Estensione oraria del servizio nelle serate del weekend;
  • Risoluzione in tempi brevi del sistema di trasporto pubblico per la Valbisagno, in modo da avere entro fine mandato iniziato la realizzazione di un’infrastruttura in sede propria che possa garantire regolarità e affidabilità per gli utenti di questa parte di città.
  • corsie gialle
  • Metropolitana di Superficie integrata dei treni e con sviluppo a Levante;
  • riorganizzazione della rete e del servizio lungo le direttrici di forza (asse estovest e valli;) incentivando il miglioramento della qualità del servizio e migliorando l’interlocuzione con l’utenza;
  • integrazione tariffaria metropolitana

Per attuare tutto ciò sarà fondamentale avere una azienda di trasporto pubblico all’altezza. Per poter fare questo proponiamo che la futura azienda venga chiamata a gestire l’intero bacino metropolitano in modo da creare sinergie che possano offrire un servizio ed un utilizzo delle risorse migliori. Oltre questo, in visione del prossimo appuntamento della gara per l’affidamento di tale servizio, le aziende attuali dovranno essere messe in condizione di poter partecipare ed essere competitive.

Particolare attenzione dovrà essere rivolta al contratto di servizio che sarà posto alla base della procedura di affidamento del servizio di trasporto pubblico. Se questo sarà di qualità, sarà di qualità anche ciò che verrà offerto ai cittadini e chiari saranno “confini” entro i quali la futura azienda si potrà muovere, in modo da evitare sorprese e inutili sprechi. Si sottolinea che per avere ancora maggiore efficienza e garanzia di successo, il nuovo contratto di servizio dovrà essere coerente con la nuova pianificazione (PUMS) che si propone di redigere ed adottare.

Aspetto importante sarà quello della tutela dei lavoratori delle attuali aziende di trasporto pubblico, che dovrà essere garantita e salvaguardata.

Modalità sostenibili:

  • promozione dell’uso dei mezzi elettrici ed ibridi e sviluppo delle reti di ricarica;
  • sviluppo della rete di piste ciclabili e delle postazioni di bike-sharing

Accessibilità alla città:

  • parcheggi scambiatori alla periferia della città ed in prossimità degli svincoli autostradali, ed in particolare quello di Genova Est;
  • tariffe di parcheggio integrate con il sistema tariffario del TPL molto incentivanti;
  • infrastrutture di trasporto o collegamenti rapidi dedicati tra i parcheggi di interscambio ed il centro;

Mobilità condivisa:

  • car sharing integrato (carsharing tradizionale + «a stallo libero»);
  • modalità di condivisione dei mezzi di trasporto (carpooling, carsharing, taxi collettivi a tariffe calmierate, sistemi a chiamata);
  • nuovi sistemi di condivisione dei mezzi (es: scooter sharing, car pooling aziendale);

Vogliamo garantire alle persone con disabilità un’efficace mobilità, su una base di parità con gli altri cittadini 

  • costante dialogo con la Consulta per l’handicap e le associazioni attive sul tema;
  • progressivo abbattimento delle barriere architettoniche negli edifici pubblici e nelle scuole secondo i principi della progettazione universale;
  • realizzazione degli interventi previsti dal PEBA (Piano Eliminazione Barriere Architettoniche) di cui il Comune si è recentemente dotato;
  • adozione della normativa europea in tema di accessibilità dei trasporti e formazione del personale addetto all’assistenza delle Persone con Ridotta Mobilità;
  • miglioramento della normativa riguardante le convenzioni di trasporto e l’accesso ai servizi di sollievo;
  • criterio di accessibilità nel nuovo Codice degli Appalti per la realizzazione e/o la modifica di spazi ed edifici;
  • accessibilità dei luoghi turistici e di interesse culturale
  • sensibilizzazione della cittadinanza sul tema dell’accessibilità universale
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