Chiacchiero quanto basta, per il resto preferisco che siano le cose che faccio a parlare per me. Fin da ragazzo ho avuto un approccio essenziale alla vita che poi si è riflesso nel lavoro e nell’attività politica. Me l’ha insegnato mia madre, che mi ha cresciuto da sola con coraggio e determinazione e questo spero di averlo trasmesso ai miei figli Pablo e Valentina e alla nipotina Biancamaria. 

La politica e sempre andata di pari passo con il lavoro di infermiere, un lavoro appassionante e impegnativo, soprattutto quando ero nella divisione chirurgica dell’Ospedale di Villa Scassi a Sampierdarena, dove svolgevo principalmente un ruolo di coordinamento e organizzazione del lavoro nel reparto. In fondo, se ci penso, quella è stata una buona scuola: lavorare nell’emergenza ogni giorno.

Scherzando mia moglie Patrizia Vecchiattini dice che vivo con il telefono in mano, è così da cinque anni, ma anche prima l’impegno non era tanto più leggero. In politica mi sono fatto le ossa prima come volontario, e poi collaborando con Montaldo e con Rognoni, all’epoca il primo vicesindaco e il secondo senatore, per i quali seguivo le questioni del lavoro e dei territori.

Spesso quando mi descrivono dicono che sono l’uomo del territorio, in effetti ho sempre pensato che la cura del territorio è come la cura delle persone: deve essere fatta a tempo pieno. Così ho sempre inteso il mio lavoro prima come presidente di circoscrizione e poi per cinque anni come presidente del municipio Valpolcevera: sempre in prima linea. Un lavoro faticoso a volte duro, penso ad esempio a quando ho visto crollare le colline coltivate dietro Pra’, un lavoro di intere generazioni che scompariva all’improvviso. Sono ferite che restano, ma è anche vero che situazioni che pensavo irrisolvibili poi hanno trovato soluzione: penso all’immensa soddisfazione di quando ho saputo che avrei ottenuto i finanziamenti per lo scolmatore del Fereggiano. Una battaglia lunga, nel 2012 abbiamo ottenuto i finanziamenti e nel 2018 i lavori si concluderanno. Ma una battaglia vinta e queste, sono le cose che mi porto nel cuore. La politica, ho sempre pensato, deve essere utile, deve rispondere ai bisogni. E il lavoro che ho fatto in questi anni, posso dire senza false modestia, lo è stato.

E poi arriviamo alla mia candidatura. Confesso di non averci mai pensato, poi però la voce si è sparsa e in tanti mi hanno chiamato, mi hanno chiesto di farlo… così ho accettato la sfida, senza paura, perché come dice Springsteen, siamo “nati per correre”. 

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